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18/11/2009
Botta e risposta tra banche e imprese
in tema di accesso al credito. I finanziamenti alle imprese, come certificato all'ultimo rapporto dell'Abi, sono infatti calati dello 0,2% sullo stesso periodo 2008. È la prima volta che accade dopo diversi mesi di crescita. Ma secondo l'associazione questo non dipende da una restrizione dei criteri per la concessione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito. La domanda è calata - scrive l'Abi - per via della contrazione dei «nuovi investimenti da parte delle imprese».
Non si fa attendere la replica del Centro Studi Confindustria che, pur non citando mai l'Abi, ribatte punto su punto a quanto sostenuto dal bollettino dell'associazione bancaria. «La stretta creditizia in Italia - si legge nel documento - c'è ed è arrivata addirittura prima della recessione». Si tratta - scrive il CsC - di una stretta selettiva del credito alle imprese e, in minor misura, alle famiglie». Una stretta che infatti ha preceduto la contrazione di investimenti e consumi.
«Nel periodo 1999-2007 l'offerta di credito bancario è salita dell'8,9% all'anno in media. Mentre il Pil nominale del 3,9%. Nel 2008 e soprattutto nel 2009 - puntualizza Confindustria - il credito ha decelerato molto più fortemente del Pil nominale. Nel 2009 la riduzione del tasso di crescita annuo rispetto a quello del 2008 è stata di 5,6 punti percentuali per i prestiti, di 4,4 punti per il Pil. E rispetto a quello del 2007, la riduzione del tasso di crescita annuo nel 2009 è di 9 punti per i prestiti, di 6,6 punti per il Pil».
Per cui, per Confindustria, non si può dire: siamo in recessione, perciò non c`è evidenza di credit crunch fino a che la dinamica dei prestiti non diverge, verso il basso, da quella dell'economia reale. È più opportuno dire: si è verificato un irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, che ha preceduto la contrazione nella domanda di credito, indicando quindi la presenza di un credit crunch». Come dire: la recessione è una conseguenza e non una causa della restrizione del credito.
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